FEROMONI
Non
basta la freccia di Cupido e occhi dolci a far innamorare. Studi recenti hanno
dimostrato che la vera calamita
sessuale è data da segnali chimici emessi dal nostro corpo. Si parla dei
feromoni,
sostanze secrete da particolari ghiandole sudorali che variano in rapporto allo
stato d'animo e che possono stimolare il desiderio sessuale. Questo è il
risultato della ricerca presentata all'ultima conferenza della British
Psychological Society, tenutasi in Gran Bretagna.
I
feromoni sembrano inviare un messaggio subliminare, quindi non percepibile
coscientemente, ma che viene decodificato a livello cerebrale ed è in grado di
influenzare i rapporti umani. A scatenare la tempesta dell'amore è anche il
messaggio chimico contenuto nell'odore della pelle del nostro partner. Insomma
deve scattare l'alchimia olfattiva perché si accenda la passione. E' ovvio che
se nasce una resistenza o addirittura un rifiuto nei confronti dell'odore
dell'altro l'attrazione viene meno. Se non si accetta l'odore della pelle
dell'amato non ci sarà mai una profonda intesa a livello sessuale. Non solo
sembra anche la nostra scelta non sia affatto casuale, ma che sia associata alla
possibilità di garantire alla generazione successiva migliori caratteristiche
biologiche. In genere "si incontrano" persone "immunologicamente compatibili"
cioè che hanno una maggiore integrazione delle loro caratteristiche genetiche.
L'olfatto
quindi, uno dei nostri tratti più primitivi, esercita un forte influsso sulla
vita sessuale anche
se inconsapevole. Come i sapori, gli odori vengono percepiti
senza essere mediati dalla parte razionale del cervello, per questo sono uno
strumento perfetto per fissare ricordi legati all'emotività più che al pensiero
razionale. Allora lasciamo svolgere all'olfatto la funzione che gli spetta senza
coprire il nostro corpo da troppi profumi. L'azione dei feromoni e il loro
potere era comunque già noto
nel mondo animale riguardo alla vita sessuale dei criceti e degli
elefanti.
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IL PROFUMO
"Il
profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole,
dell'apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di
persuasione del profumo, essa penetra in noi come l'aria che respiriamo penetra
nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente non c'è modo di opporvisi".
L'apoteosi
dell'olfatto nel libro di Patrick Süskind "Il profumo", fenomeno letterario del
1985. La storia di uno strano personaggio dalle capacità olfattorie prodigiose,
Jean-Baptiste Grenouille, un uomo che dedicò la sua vita in modo morboso allo
studio degli odori, alla creazione di essenze e profumi come quello che "carpì"
dal corpo di una giovane ragazza uccidendola. Un profumo inebriante,
particolare, unico che gli costò la vita quando lo usò. "Un turbine di passione
emanava da lui, un flusso trascinante al quale nessuno riusciva ad opporsi…
Avevano formato un cerchio attorno a lui, venti, trenta persone…Si precipitarono
su quell'angelo, si avventarono su di lui e lo gettarono a terra. Ognuno voleva
una parte di lui, presto lampeggiarono i pugnali, e affondarono nella carne, la
squarciarono e la divorarono…". Ma l'olfatto diventa protagonista anche in altre
opere letterarie. Si pensi a "Madame Bovary" di Gustave Flaubert. In un brano in
particolare si parla dell'impatto degli odori sulle emozioni. "La signora Bovary
sentiva il profumo della pomata che gli rendeva lustri i capelli. Si sentì presa
dal languore, ricordò il Visconte che le aveva fatto ballare il valzer alla
Vaubyessard, la barba di lui che emanava lo stesso profumo di vaniglia e di
limone dei capelli di Rodolphe, e, senza volerlo, socchiuse le palpebre per
aspirarlo meglio…".
I riferimenti letterari potrebbero continuare all'infinito, ma non si ha la
pretesa di essere esaustivi in questa sede. Ma si può concludere con questa
frase tratta dalla "Storia naturale dei sensi" di Diane Ackermann: "Basta
sfiorare il filo teso di un profumo che i ricordi risuonano immediatamente".